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A World of Possibilities: The Legacy of The Undivine Comedy Ed. by Kristina M. Olson
Published in 1992, Teodolinda Barolini’s The Undivine Comedy: Detheologizing Dante was a clarion call for a paradigmatic shift in reading Dante’s Commedia. Bringing together an international cadre of scholars, A World of Possibilities: The Legacy of ‘The Undivine Comedy’ illustrates the generative influence that Barolini’s approach has exerted across continents, disciplines, and generations. It testifies to the variety of interpretations that originate in her method, and opens new perspectives on Dante’s oeuvre and the significance of literature.
2025 | Cultural Inquiry, 37. The Undivine Comedy; Alighieri, Dante; Dante studies; Barolini, Teodolinda; possible worlds; detheologizing; narratology; philosophy of language; medieval studies; poetics
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Stella do Patrocínio [Video of Audio 1]
In the context of the Workshop of Free Artistic Expression, held between 1986 and 1988 at the Teixeira Brandão Pavilion, artist Carla Guagliardi made audio recordings of four sessions with Stella do Patrocínio. The first session was also video recorded and is made available online. No contexto da Oficina de Livre Expressão Artística, realizada entre 1986 e 1988 no Pavilhão Teixeira Brandão, a artista Carla Guagliardi fez gravações em áudio de quatro sessões com Stella do Patrocínio. A primeira delas também foi registrada em vídeo e está disponível online.
2025. Do Patrocínio, Stella; chatter; asylum; psychiatry; institution; falatório; instituição psiquiátrica
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Julie Paquette Soudain Salò (S.S.): Avec toi, contre toi Sade
Dans ce chapitre, nous concentrerons notre analyse sur la place de Sade dans l’œuvre de Pasolini. Pour ce faire, nous présenterons d’abord de quelle manière Sade peut être perçu comme un test de Rorsach, puis nous retracerons les occurrences de Sade dans l’œuvre de Pasolini, pour terminer avec l’avènement Salò. Au terme de ce chapitre, nous suggérerons que c’est avec Salò que Pasolini dialogue le plus avec la France, mais c’est un dialogue qui achoppe et qui trouve peut-être le nœud de son achoppement dans l’apathie sadienne, qui fait écho au désintéressement surréaliste auquel Pasolini ne pourra jamais complètement adhérer.
2025. Sade; Pasolini; Salò; fascisme; nazisme; surréalisme; abjuration
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Hervé Joubert-Laurencin La Bibliographie de Salò
Salò o le centoventi giornate di Sodoma (1975) débute par un intertitre inhabituel : une bibliographie d’auteurs français célèbres ayant écrit sur Sade. La présente étude tente de prendre en considération la réalité complète de cette image immédiatement offerte au spectateur : en tant que bibliographie ; en tant que plan de cinéma ; en tant que liste de quatre hommes et une femme ; en tant que concaténation de lettres noir sur blanc.
2025. Pasolini; Salò; Sade; De Beauvoir; Barthes; Sollers; fascisme
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Marco Antonio Bazzocchi La vita sovrana, la parresìa: Tracce di un confronto tra il Pasolini estremo e Michel Foucault
Nell’ultimo Pasolini molte posizioni nascono dalla presa di parola diretta del poeta che dichiara la sua inadattabilità al mondo contemporaneo attraverso la rappresentazione di un sé che rifiuta di adattarsi alle regole del linguaggio poetico, anzi spesso lo rende oggetto di derisione. L’insieme di questi atteggiamenti di Pasolini possono essere ricondotti alla volontà di dire il vero che Foucault in anni vicini sta elaborando con il termine “parresia”. Il saggio ricostruisce alcuni passaggi di questo percorso, intrecciando l’analisi di testi poetici e di dichiarazioni che nel loro insieme possono mostrare come anche per Pasolini la retorica del “dire il vero” sia fondamentale per capire ciò che avviene nella sua opera negli ultimi anni prima della morte.
2025. Foucault; parresia
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Davide Luglio Barthes lettore di Pasolini
Il saggio analizza il ruolo centrale, benché implicito, che Pasolini assume nell’opera tardo-barthesiana, in particolare nei corsi Le Neutre e La Préparation du roman. Se da un lato Barthes evoca esplicitamente Pasolini come figura di resistenza al potere della lingua, dall’altro la sua influenza si rivela sotterranea ma decisiva nel delineare la pratica di scrittura desiderata da Barthes, intesa come forma etica e poetica. Il testo propone una rilettura della controversa recensione barthesiana a Salò, rivendicandone la complessità e la valenza elogiativa, e individua nella “disperata vitalità” pasoliniana la cifra di una scrittura neutra, irriducibile e resistente. Infine, il saggio avanza l’ipotesi che Petrolio costituisca, seppur inconsapevolmente, il paradigma più vicino al romanzo vagheggiato da Barthes, fatto di appunti, frammenti e di una continua tensione tra vita e scrittura.
2025. Pasolini; Barthes; neutro; scrittura; vita; potere; lingua
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Andrea Cortellessa La morte al futuro
Sul rapporto di Pasolini con Barthes — fondamentale, negli anni Sessanta, entro il laboratorio teorico di Empirismo eretico — si è scritto molto; meno forse del reciproco di Barthes, che scrive un pezzo in chiaroscuro all’uscita di Salò ma poco tempo dopo introduce la figura di Pasolini, «sentinella che se ne sta al crocevia», «in posizione triviale rispetto alla purezza delle dottrine», nel testo della famigerata Lezione inaugurale del suo corso al Collège de France (per poi tornarvi nel fondamentale corso sul Neutro). In entrambi gli autori, in tempi e in modi diversi, si riscontra un’attenzione turbata per i paradossi temporali instaurati dalla fotografia, e in particolare per l’intreccio di vita e morte che vi si configura.
2025. fotografia; temporalità; morte; entelechia; lutto
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Gian Luca Picconi Da Sartre «fascista» a Sartre «presente e morto»: «L’addio a Parigi» di Pasolini
L’articolo analizza l’evoluzione del pensiero di Pasolini sulla Francia e su Sartre. Inizialmente, in «L’addio a Parigi», Pasolini critica la Francia per la sua decadenza, arrivando a definire Sartre “fascista” in quanto esponente di una cultura borghese morente e incapace di rinnovamento. Dopo l’incontro con Sartre nel 1962 Pasolini, in «Profezia», esplora l’idea della violenza rivoluzionaria attraverso la figura di Alì dagli Occhi Azzurri, legata alla resistenza algerina. Nonostante questa apertura, Pasolini ribadisce il suo completo rifiuto della violenza come strumento di lotta. Negli anni successivi, la figura di Sartre si trasforma in “San Sartre”, un’icona musealizzata incapace di generare vero scandalo se non attraverso una violenza che Pasolini dal canto suo cerca di superare con altri mezzi.
2025. Francia; Algeria; violenza; Sartre; decolonizzazione
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Anne-Violaine Houcke Pasolini en Afrique, 1958–69: Quelques figures et intertextes français d’une poétique africaine (Rimbaud, Sékou Touré, Césaire, Senghor, Sartre)
Entre l’épigramme « À la France » (1958), dans laquelle Pasolini se réfléchit à la fois dans le « nègre » Sékou Touré, président de la Guinée, et dans le « blond Rimbaud », et le Carnet de notes pour une Orestie africaine (1969), l’Afrique occupe une place centrale dans l’œuvre de Pasolini. Ce texte étudie quelques intertextes français qui nourrissent sa pensée, et identifie la manière dont la « survivance », d’abord pensée comme moteur de l’alternative féconde entre rationnel et irrationnel, prend peu à peu la forme d’une pensée de l’altérité.
2025. Pasolini; Afrique; négritude; Rimbaud; Senghor; Sartre; Césaire
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Pierre Eugène Les Cahiers du cinéma face à Pasolini: Différends et embarras
Cet article retrace la réception de l’œuvre et de la figure de Pasolini dans les Cahiers du cinéma. D’abord considéré inclassable, Pasolini se retrouve vite soupçonné de manipulation esthétique et d’insincérité politique, malgré l’intérêt pour ses travaux sémiologiques. Entre recensions contradictoires sur un même film et silence sur la dernière partie de son œuvre, l’embarras des Cahiers du cinéma face à Pasolini révèle, entre malentendus et hantise, l’impureté provocatrice de son œuvre.
2025. Réception; Critique et cinéphilie française; Controverses; Cahiers du cinéma; Esthétique du cinéma; Structuralisme; Marxisme.
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Paolo Desogus Pasolini e lo strutturalismo (francese)
Il saggio analizza la complessa relazione tra Pier Paolo Pasolini e lo strutturalismo francese, inteso non come appartenenza teorica o poetica, ma come polo di tensione dialettica. Al centro dell’indagine vi è il confronto critico tra la riflessione pasoliniana sul linguaggio e i metodi dello strutturalismo francese, con particolare attenzione alle proposte teoriche antireferenzialiste provenienti dalla Francia e facenti capo soprattutto a Barthes. A partire dalla ripresa degli studi di Hjelmslev il saggio mostra come Pasolini tenti una sintesi tra strutturalismo e marxismo, fondata sulla centralità dell’elemento concreto nella semiosi.
2025. Strutturalismo; referente; Barthes; Hjelmslev; segno
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Cécile Sorin Faut-il oublier Pesaro ?
L’étude de la réception critique française des allocutions de Pasolini à La Mostra del nuovo cinema de Pesaro révèle à quel point les approches théoriques de Pasolini, dont le « Cinéma de poésie », sont difficiles à positionner dans la dispute portant sur l’apport de la sémiologie aux théories du cinéma. Cette confusion éclaire sa récupération académique ultérieure par des chercheurs aux profils forts différents (Ropars-Wuilleumier, Eizykman, Deleuze).
2025. Pasolini; cinéma de poésie; sémiologie; Pesaro; Ropars-Wuilleumier; Eizykman; Deleuze
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Fabien Vitali La ragione delle Erinni: Pasolini e la «scandalosa dialettica del Terzo Mondo»
Il saggio interroga il grande tema pasoliniano del rapporto tra «mondo della ragione» e «antico mondo magico» alla luce di due opere: L’aigle (1965) e gli Appunti per un’Orestiade africana (1969). Tra le due esiste un rapporto di complementarietà rovesciata. La prima è impostata su una tesi anti-eurocentrica corrispondente all’esaltazione del «pensiero selvaggio». La seconda invece parte da un’ipotesi propriamente eurocentrica: interpreta la situazione dell’Africa in analogia all’ Orestea, proponendo la sintesi tra mondo ancestrale e modernità. La contraddizione tra le due opere è apparente. Gli Appunti in realtà seguono un’impostazione logico-antilogica che ne delegittima l’ipotesi. Pur in assenza di conclusione, l’opera prelude al periodo in cui Pasolini esplicitamente ritratta il modello razionalista.
2025. razionalismo; universalismo; anti-progressismo; pensée sauvage; charter myth; figure logico-antilogiche; auto-manierismo
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Pierre-Paul Carotenuto Le « Panthéon du Grand Cirque de France »: Présences françaises dans la fable d’ Uccellacci e uccellini
Le premier épisode du film Uccellacci e uccellini de Pier Paolo Pasolini critique certains courants de la culture française, tout en exprimant une admiration ambivalente. Pasolini, influencé par la France, satirise une pensée rationaliste absolutisante et caricature le panthéon des autorités et des intellectuels français. Il oppose la « pensée sauvage » à la rationalité occidentale à travers une confrontation entre un aigle muet et un dompteur français. Le film, inspiré entre autres des fables de La Fontaine, critique l’intellectualisme bourgeois et le marxisme français. Pasolini y dénonce la stagnation intellectuelle en France. Ainsi, par l’allusion à des figures comme Sartre et Mauriac, il symbolise une hiérarchie culturelle figée, et souligne la nécessité d’un renouveau face à une société capitaliste en pleine mutation.
2025. Pasolini; intellectuel; marxisme; religion; pensée sauvage; autorités
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Silvia De Laude Il Proust di Pasolini: Qualche appunto
Il saggio documenta l’esistenza nel primo Pasolini narratore di un’ipotesi Proust alla quale solo in un secondo tempo, in seguito all’innamoramento delle ‘borgate’, si è sostituita una più visibile, duratura e rivendicata ipotesi Dante, dopo un periodo di singolare convivenza testimoniata dai racconti dei primi anni Cinquanta confluiti in Alì dagli occhi azzurri (1965).
2025. Pasolini; Proust; Dante; narrativa giovanile; Meridiani
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Davide Messina Pasolini et Stendhal, de Bologne à Rome: Étapes d’une cristallisation romanesque
En partant de l’analyse d’une lettre inédite que Pasolini avait adressée à Stendhal, et qu’il voulait utiliser comme la préface-dédicace de son premier roman, cet essai propose un parcours stendhalien dans l’évolution de l’œuvre romanesque de Pasolini. Ce parcours suit les étapes de la cristallisation amoureuse, telles que Stendhal les avait représentées par le dessin d’un voyage de Bologne à Rome. Pour les deux écrivains, le départ de Bologne est la scène originaire d’un échec amoureux et romanesque. La dernière étape de ce voyage, à Rome, est marquée par les lectures critiques de Roland Barthes et Leonardo Sciascia.
2025. Cahiers rouges; idéologie; réalisme; désir; diversité; échec; adorable
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Marco Antonio Bazzocchi, Paolo Desogus, Manuele Gragnolati, Anne-Violaine Houcke, Hervé Joubert-Laurencin, and Davide Luglio Préface
Marco Antonio Bazzocchi, Paolo Desogus, Manuele Gragnolati, Anne-Violaine Houcke, Hervé Joubert-Laurencin, and Davide Luglio, ‘Préface’, in Pasolini: Dialogues avec la France / Dialoghi con la Francia, ed. by Marco Antonio Bazzocchi, Paolo Desogus, Manuele Gragnolati, Anne-Violaine Houcke, Hervé Joubert-Laurencin, and Davide Luglio, Queer Post-Cinema, 36 (Berlin: ICI Berlin Press, 2025), p. vii-xii <https://doi.org/10.37050/ci-36_00>
2025
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Pasolini: Dialogues avec la France / Dialoghi con la Francia Ed. by Marco Antonio Bazzocchi, Paolo Desogus, Manuele Gragnolati, Anne-Violaine Houcke, Hervé Joubert-Laurencin, and Davide Luglio
Tout au long de son œuvre, Pasolini n’aura cessé de s’adresser à la France, de l’interpeller, et la France lui a répondu. De quelle France a-t-il parlé ou a-t-il rêvé ? Quels écrivains et cinéastes, quelle poésie, quelle langue et quelle théorie entrèrent dans sa vie, dans ses vers et dans ses images ? D’autre part, de quel Pasolini la France a-t-elle parlé et parle-t-elle encore ? De quoi est fait son rêve de Pasolini ? En interrogeant les formes de ce dialogue entre Pasolini et la France, qui fut et qui est encore aujourd’hui à la fois intellectuel, sensuel et résolument intranquil, ce volume montre l’étrange et inextinguible actualité de Pasolini.
2025 | Cultural Inquiry, 36. Pasolini, Pier Paolo; France; fascism; film and politics; transnational cinema; reception; decolonization; structuralism; semiotics; nouvelle vague
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Stella do Patrocínio Falatório/Chatter Ed. by Iracema Dulley and Marlon Miguel
Falatório/Chatter delves into the life and work of Stella do Patrocínio (1941–1992), who was confined in Rio de Janeiro’s Colônia Juliano Moreira psychiatric asylum from the age of twenty-one until her death. The unique form of relentless speech that Do Patrocínio produced while institutionalized was dismissed by doctors as mere ‘logorrhoea’. Yet her falatório is far more: a defiant and poetic act that resists erasure by psychiatry, racism, and patriarchy. Drawing on a wide range of archival material, this book presents transcriptions of Do Patrocínio’s chatter in Portuguese and English, amplifying her voice as a testament to survival, power, and resistance.
2025 | Cultural Inquiry, 35. Do Patrocínio, Stella; chatter; falatório; psychiatry; racism; resistance; institutional violence; orality; ethical listening; anti-psychiatry
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Carolina Rodrigues de Lima and Diana Kolker Carneiro da Cunha Orality and Listening as an Ethical Practice at the Bispo do Rosário Contemporary Art Museum
This text analyses the deinstitutionalization of Colônia Juliano Moreira psychiatric hospital (2021–22) and the legacy of Stella do Patrocínio — a Black woman institutionalized there for thirty years. It examines how her falatório inspires museum practices, anti-asylum art, and ethical reckonings with Brazil’s eugenicist past through collaborative curatorial and community-based approaches.
2025. psychiatric deinstitutionalization; falatório; museum ethics; anti-asylum art; Black feminist poetics; institutional memory; collaborative curation
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Anna Carolina Zacharias Why Read and Listen to Stella do Patrocínio?
This text examines Stella do Patrocínio’s marginalized voice, exposing racism, colonialism, and state violence. Analysing her falatório, it critiques psychiatric and literary silencing and misrepresentation, urging a shift from reductive representation to confronting systemic erasure.
2025. Do Patrocínio, Stella; marginalization; racism; colonialism; psychiatric violence; literary silencing
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Carla Guagliardi It’s Stella and a Constellation We Should Be Talking About
In 1986, we began a transformative two-and-a-half-year workshop at the Colônia Juliano Moreira women’s pavilion. Amidst institutional decay and raw humanity, we encountered Stella — her hypnotic voice embodying collective pain and inexplicable beauty that redefined artistic expression and human connection.
2025. psychiatric asylum artistic workshop; human encounter; collective pain; transformative experience; institutional space; Do Patrocínio, Stella
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Stella do Patrocínio Caderno/Notebook
Vídeo documentando conversa entre Stella do Patriocínio e Nelly Gutmacher dirigido pela artista Carla Guagliardi no contexto da Oficina de Livre Expressão Artística, realizada entre 1986 e 1988 no Pavilhão Teixeira Brandão. Video documenting a conversation between Stella do Patrocínio and Nelly Gutmacher directed by artist Carla Guagliardi in the context of the Workshop of Free Artistic Expression, held between 1986 and 1988 at the Teixeira Brandão Pavilion.
2025. Do Patrocínio, Stella
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Stella do Patrocínio [Video recorded by Carla Guagliardi]
Vídeo documentando conversa entre Stella do Patriocínio e Nelly Gutmacher dirigido pela artista Carla Guagliardi no contexto da Oficina de Livre Expressão Artística, realizada entre 1986 e 1988 no Pavilhão Teixeira Brandão. Video documenting a conversation between Stella do Patrocínio and Nelly Gutmacher directed by artist Carla Guagliardi in the context of the Workshop of Free Artistic Expression, held between 1986 and 1988 at the Teixeira Brandão Pavilion.
2025. Do Patrocínio, Stella; chatter; asylum; psychiatry; institution; falatório; instituição psiquiátrica
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